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AREE IDONEE PER L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI: SENTENZA TAR DEL LAZIO

Scritto da

Confagricoltura

Pubblicato il

30/05/2025

Si informa che è stata pubblicata la sentenza n. 9155 del 2025 della sezione terza del Tar del Lazio sul ricorso n.9390 del 2024 promosso da associazioni e operatori del settore eolico.

La suddetta sentenza annulla i commi 2 e 3 dell'articolo 7 del DM 21 giugno 2024 (decreto Aree idonee) che stabiliscono i criteri sulla base dei quali le Regioni devono individuare le aree idonee e non idonee, disponendo che il Mase, proceda a rieditare i criteri per l’individuazione delle aree idonee e non idonee alla installazione di impianti a fonti rinnovabili entro 60 giorni dalla notifica della sentenza.

Infatti, il DM riformulato dovrà contenere elementi di omogeneità nell’individuazione delle aree idonee già individuate dal D.Lgs. 199/2021 all’articolo 20 (aree adiacenti alle autostrade/ insediamenti industriali/ ecc.), rispetto ai quali il Decreto Aree idonee lasciava facoltà alle regioni di applicarli o meno.

Come anche rispetto alla possibilità per le regioni di stabilire una fascia di rispetto dal perimetro dei beni sottoposti a tutela, di ampiezza differenziata a seconda della tipologia di impianto, proporzionata al bene oggetto di tutela, fino a un massimo di 7 chilometri (il D.Lgs. 199/21 individua tre chilometri per gli impianti eolici e cinquecento metri per gli impianti fotovoltaici).

Tenuto conto del fatto che ad oggi alcune regioni hanno proceduto alla definizione delle aree idonee, con un approccio discrezionale, queste dovranno necessariamente rivedere le relative leggi regionali approvate (Sardegna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia) o l‘impostazione dei ddl approvati dalle Giunte regionali (Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria).

Si auspica pertanto la riapertura di un confronto, a livello regionale, che possa portare alla definizione di una cornice normativa più stabile per lo sviluppo delle energie rinnovabili. 

Dal nostro punto di vista, infatti, la sentenza va nella direzione di armonizzare lo sviluppo delle FER sull’intero territorio nazionale, come da sempre richiesto dalla Confederazione.

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