La situazione complessiva delle riserve ha beneficiato molto dell’attuale instabilità metereologica e dell’abbassamento termico.
Purtroppo si sono manifestati reiterati fenomeni grandigeni su areali importanti, con tempistica stagionale molto anticipata e già i primi danni in campo.
I diffusi eventi di pioggia degli ultimi 15 giorni hanno permesso di superare una situazione che stava già entrando in un preoccupante stallo caratterizzato dall’impossibilità di rispondere alla contestuale domanda irrigua del riso e del mais, come da almeno un quinquennio avviene nella prima decade di giugno.
La situazione resta complessa in quanto gli accumuli nevosi sono ormai totalmente compromessi anche nell’intorno dei 3000 metri, e questo determina che solo eventi di pioggia estivi possono ricostituire le riserve nei Laghi e nei serbatoi idroelettrici.
Da segnalare la rapidità nella compromissione della neve: da aprile ad oggi si è passati da una situazione sopra la media ventennale al secondo peggior dato degli ultimi 20 anni, superiore di poco solo al 2022.
La dinamica di scioglimento nivale impone di ripensare i modelli di gestione della risorsa e impone di trovare (anche se già li conosciamo) luoghi nuovi dove stoccare acqua così da averla in disponibilità e mitigare gli effetti di una nevosità sempre più asfittica. Sulle Alpi si sta assistendo a dinamiche che, fino a pochi anni fa, erano tipiche degli Appennini dove la neve cade tra fine inverno ed inizio primavera e si fonde, al più tardi, nel mese di maggio.
Al netto dei danni alle coltivazioni, per ora le piogge sono state di grande aiuto e questo dato si riscontra anche nell’andamento della falda che sta rispondendo, nella stazione di misura considerata, in modo dinamico e sopra le aspettative.
Nella costante attività di monitoraggio, analisi e studio svolta da Confagricoltura Pavia con la collaborazione di numerose realtà accademiche, sta emergendo come l’areale risicolo, proprio grazie alla coltivazione del riso e alle dinamiche di ricarica della falda, abbia una capacità di trattenere acqua non lontana dalla piovosità annuale. Significa che il terrazzo risicolo, che vede Pavia come prima provincia, utilizza (traslandoli nel tempo e nello spazio) volumi d’acqua per l’attività irrigua paragonabili alle piogge cadute. E questi volumi tornano in disponibilità del sistema fluviale grazie alla particolare conformazione del nostro territorio. La risicoltura non solo non consuma acqua ma permette di accumulare volumi nella falda freatica pari alla piovosità annuale.
Si riporta in dettaglio una prima tabella con i primi dati dell’attività di analisi in corso.

Solo una secolare attività di gestione dei sistemi irrigui può permettere un simile virtuosismo idraulico totalmente ascrivibile alla capacità imprenditoriale delle imprese agricole. La difesa della risicoltura diventa necessaria, oltre che per salvaguardare l’attività imprenditoriale, anche per tutelare la stabilità delle portate del Po. Il water farming annuale diventa un’opportunità e finanche una necessità, ma le attuali dinamiche di prezzo del riso, che non tengono conto di questa assoluta peculiarità a beneficio dell’intera Pianura Padana, rischiano di far compromettere un equilibrio imprenditoriale, idraulico e ambientale senza pari al mondo.
Analizzando in dettaglio.
Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia il 2° peggior accumulo dal 2008, un dato preoccupante soprattutto pensando agli accumuli presenti ad aprile.

Lago Maggiore:
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico al di sotto dei 110 cm in debole ripresa ma ancora lontano dal massimo di regolazione appena concesso.
Purtroppo l’assenza di neve che interessa Ossola e Canton Ticino sono un elemento sempre più preoccupante.
Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.
Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/
Andamento Falda:
L’andamento della falda freatica è in linea con la dinamica attesa, confermando una buona fase di risalita.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
Questa decima stima della scala di allarme, da inizio anno, vede un andamento costante rispetto alla precedente, stabilità dovuta alle piogge delle ultime due settimane. Lo stato degli accumuli nevosi è prossimo alla totale compromissione, questo porta a confermare un indicatore 4. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento, ma l’esiguità degli accumuli nevosi porta a ritenere necessario un indicatore 4. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 3 su 5.
Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 11 su un massimo di 15, con trend costante rispetto alla precedente analisi.
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