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TRASPARENZA RETRIBUTIVA TRA UOMINI E DONNE. D.LGS. N. 96/2026. PRIME INDICAZIONI

Scritto da

Confagricoltura

Pubblicato il

12/06/2026

Trasparenza retributiva e parità salariale: prime indicazioni sul D.Lgs. n. 96/2026

Con l'entrata in vigore, dal 7 giugno 2026, del D.Lgs. n. 96/2026, attuativo della Direttiva (UE) 2023/970, viene introdotto un articolato sistema di obblighi in materia di trasparenza retributiva finalizzato al rafforzamento del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne per lo stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.

La nuova disciplina si applica ai datori di lavoro pubblici e privati, compresi quelli del settore agricolo, e interessa la generalità dei lavoratori subordinati, inclusi i dirigenti.

Tra le principali novità si segnalano:

  • l'obbligo di indicare negli annunci di lavoro la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva prevista per la posizione offerta;
  • il divieto di acquisire informazioni sulla storia retributiva dei candidati;
  • l'obbligo di rendere accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per la determinazione dei livelli retributivi e, per le aziende sopra determinate soglie dimensionali, quelli relativi alle progressioni economiche;
  • il diritto dei lavoratori di richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per genere, delle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore;
  • l'introduzione di specifici obblighi di reporting sul divario retributivo di genere per i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti.

Particolare rilievo assume il sistema di monitoraggio previsto dagli articoli 9 e 10 del decreto. Qualora emerga una differenza retributiva media pari o superiore al 5% tra lavoratori e lavoratrici appartenenti alla medesima categoria e tale differenza non risulti giustificata da criteri oggettivi e neutrali sotto il profilo del genere, il datore di lavoro sarà tenuto ad attivare una procedura di valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori e ad adottare le necessarie misure correttive.

Il decreto valorizza inoltre il ruolo della contrattazione collettiva, riconoscendo una presunzione di conformità ai principi di parità retributiva e trasparenza per i sistemi di classificazione e inquadramento previsti dai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Sotto il profilo contenzioso, la disciplina rafforza significativamente gli strumenti di tutela contro le discriminazioni salariali, prevedendo l'applicazione del regime di inversione dell'onere della prova: in presenza di elementi idonei a far presumere una disparità retributiva, spetterà infatti al datore di lavoro dimostrare l'assenza di discriminazioni dirette o indirette.

In attesa dei decreti attuativi e degli indirizzi applicativi del Ministero del Lavoro, le imprese sono chiamate a una prima verifica dei propri sistemi di classificazione, delle politiche retributive e delle procedure di gestione del personale, al fine di valutarne la coerenza con il nuovo quadro normativo.

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