La stagione irrigua sta volgendo verso la fase conclusiva.
Non senza stupore per alcune polemiche e alcune decisioni esterne, si sta archiviando la stagione estiva tra molti chiaroscuri che evidenziano come la situazione complessiva del sistema irriguo necessiti di riflessioni strutturali ed operative prima che di esercizi accademici, burocratici o di stile intorno a regolamenti elettorali o similari.
La nevosità tardiva porta ad avere riserve nevose non strutturate, il caos termico determina idroesigenze spesso non gestibili, le oscillazioni figlie dello scompenso energetico del Mar Mediterraneo stanno sconvolgendo gli andamenti delle disponibilità.
Per fortuna la buona gestione del lago Maggiore, abbinata a precipitazioni nei momenti più utili, ha consentito una apprezzabile costanza nelle derivazioni. Così non è andata, almeno per l’areale Lomellino, con riferimento alle derivazioni da Po, Dora Baltea e Sesia. Qui le oscillazioni sono state spesso violente e non governabili, complice la sempre più ridotta componente glaciale e la sempre più esigua e concentrata componente idroelettrica. La gestione idrometrica di Est Sesia ha continuamente tentato di governare tali variabili fuori controllo.
La concomitanza delle idroesigenze di riso e mais ha poi complicato molto la gestione e l’impatto delle oscillazioni sul territorio lomellino e pavese.
La fine della stagione irrigatoria dovrebbe essere il momento per approfondire un nuovo piano di azione per il governo annuale della risorsa. Diventa necessario riflettere che più tempo si usa la risorsa, e quindi se ne consente il riuso, meno andrebbe pagata.
La gestione invernale, la coabitazione con la nevosità assente e gli impatti della nuova gestione idroelettrica dei grandi invasi sono variabili da governare. Così come occorre governare tempi e metodologie di semine, senza furori ideologici ma con tanto pragmatismo.
Mentre la falda segna un minino, superiore solo al drammatico 2022, tutte queste riflessioni restano lettera morta in troppi contesti.
Se vogliamo salvare l’irrigazione della prima provincia risicola d’Europa occorre pragmatismo, rigore, severità e la capacità di programmare. Il rischio di vedere compromessi secoli di storia, sacrificati su altari spesso poco nobili, è quanto mai alto.
Analizzando in dettaglio.
Riserve Nevose:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche, posizionate nell’intorno del Monte Rosa, diventa azione superflua in quanto la neve, anche quella caduta nelle scorse settimane durante episodi temporaleschi alle quote più elevate, è totalmente compromessa.
Lago Maggiore:
Il lago Maggiore ha un livello idrometrico nell’intorno dei 50 cm sullo zero di riferimento. L’interruzione dei fenomeni temporaleschi ha innescato una fase di costante calo.

Si riporta di seguito anche l’andamento degli invasi elvetici nel Canton Ticino.

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni al 6 agosto.

Andamento Falda:
La falda freatica prosegue nella fase di ripresa ma in condizioni nettamente più depresse rispetto agli ultimi anni, con la sola eccezione del 2022.

Nella prossima analisi si approfondirà l’andamento dell’accumulo di falda nel corso di questa stagione irrigatoria estiva.
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/25 rilevato a Sartirana Lomellina.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
La situazione complessiva è stabile, per altro in fase terminale di stagione irrigatoria.
L’accumulo nevoso, vista la totale compromissione nelle ultime settimane, porta a confermare un valore pari a 4 su 5 della scala di allarme. Il Lago Maggiore è in fase di calo ma in buono stato stante la situazione complessiva: l’indicatore è riportato a 2 su 5 in considerazione dell’ormai conclamata assenza di neve. Con riferimento alla falda si ha un comportamento in peggiore rispetto ai passati anni, l’indicatore che si ritiene più plausibile è 3 su 5, quest’ultimo sempre con una tendenza al peggioramento.
Questo porta a confermare un indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 9 su un massimo di 15.
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