Si informa che per effetto del Decreto Omnibus per le vendite effettuate dal 10 agosto 2024 scende al 5% l’aliquota iva per la cessione di cavalli vivi, solo per puledri di età inferiore ai 18 mesi destinati a usi NON ALIMENTARI, prima era del 22%.
Resta invece invariata l’aliquota al 10%, per le cessioni di cavalli destinati all’alimentazione umana.
Confagricoltura giudica positivamente la riduzione dell'IVA sui puledri inserita nel Decreto Omnibus e accoglie con molto piacere le parole di vicinanza al settore dell’ippica.
Tuttavia, data la complessità della crisi del comparto dell’allevamento di cavalli causata anche dall'emergenza climatica, per la Confederazione é necessario il riconoscimento di una giusta aliquota IVA anche per i cavalli allevati di età superiore a quella dei puledri.
La nuova concezione di allevamento equino, infatti, prevede che il cavallo rimanga in azienda per un periodo più lungo, per una sua completa maturazione, prima di essere pronto alla sella e ad altre attività.
Il mondo del cavallo conta circa 35.000 aziende agricole in Italia (delle quali, 3.000 a titolo prevalente), occupando, direttamente e indirettamente, oltre 150.000 persone. L’introduzione una fiscalità agevolata per gli allevamenti equini, quindi, vuol dire sostenere la crescita e la resilienza di un settore agricolo riconosciuto da tempo come eccellenza nazionale.
Ma gli interventi che si attendono sono di diversa natura in ambito fiscale, primo tra tutti si attendono i necessari chiarimenti sulla tassazione delle agroenergie.
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