Confagricoltura ha partecipato alla audizione presso la 9a Commissione del Senato riguardante la proposta di regolamento della Commissione europea [COM (2025) 560] per l’attuazione del sostegno della UE alla PAC per il periodo 2028-2034. Confagricoltura ha evidenziato come la proposta della Commissione, che si basa sulla proposta di budget pluriennale UE 2028-2034, non è assolutamente in linea con le aspettative della Confederazione.
La proposta infatti presenta quattro punti critici per Confagricoltura. Manca in primo luogo in termini di risorse, in quanto si prevede un taglio del 18%, come stimato da Confagricoltura, alle risorse oggi destinate agli “interventi al reddito“ della PAC e che saranno garantite anche per il futuro e potrebbe costituire un rischio in termini di governance, in quanto la gestione della programmazione agricola nell’ambito della programmazione delle risorse del “fondo unico” fa perdere identità alla politica agricola. Inoltre la proposta non formula passi in avanti in termini di aumento della competitività: persistono ad esempio le logiche della condizionalità ambientale e sociale in termini prescrittivi e regolatori invece di tramutare questi vincoli in incentivi per favorire le transizioni, come fu fatto in occasione della revisione del 2024 quando si accettò la conversione dell’obbligo di messa a riposo in una misura di incentivo tramite ecoschema, per la biodiversità.
Infine, la proposta manca decisamente di una visione di agricoltura moderna, che punti alle imprese agricole professionali ed orientate al mercato e che investono in innovazione; manca del tutto anche un rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio che per Confagricoltura avrebbero dovuto indurre a istituire un vero e proprio “terzo pilastro” della PAC, mentre sono presenti tratti più orientati al mantenimento dello status quo. Occorre quindi un deciso cambio di passo ed una riconsiderazione complessiva della proposta, come denunciato da molti Parlamentari europei e da 17 Paesi membri dell’UE in Consiglio tra i quali l’Italia.
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