Il disegno di legge di bilancio per il 2026, approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, interviene nuovamente:
- sulla disciplina fiscale delle locazioni brevi, proponendo l’abolizione definitiva della cedolare secca al 21%, con proposta di elevarla al 26%;
- la maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali. Tra le misure di sostegno agli investimenti in beni strumentali delle imprese, il D.D.L. “Bilancio 2026”, approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 18 ottobre 2025, prevede la riproposizione dell’iper-ammortamento in sostituzione dei crediti d’imposta sinora riconosciuti per l’acquisizione di beni Industria 4.0 e Transizione 5.0, che vedrebbero escluse tutte le aziende agricole tassate a reddito agrario e non di impresa;
- blocco delle compensazioni dei crediti d’imposta con debiti Inps e Inail – compreso il Credito di Imposta 4.0 . Con la sostituzione dell’art.4 bis del DL 39/2024 viene previsto a partire dal 1° luglio 2026, l’inibizione a tutti i soggetti e per tutti i crediti d’imposta diversi da quelli emergenti dalla liquidazione delle imposte, la compensazioni in F24 con i debiti per contributi previdenziali INPS e per premi assicurativi INAIL (compreso il credito di imposta 4.0).
La sede Confederale si è fortemente ed immediatamente attivata, in prima linea il Direttore Generale Roberto Caponi, per far ripristinare il diritto all’utilizzo dei crediti d’imposta preesistente, come sottolineato dallo stesso Caponi nel comunicato stampa pubblicato in questa newsletter, l’obiettivo è garantire che il comparto agricolo non venga escluso dalle misure di incentivo alla transizione tecnologica e ambientale.
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