Il giorno 6 ottobre 2026 sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della UE i regolamenti concernenti le misure eccezionali di sostegno del mercato nei settori avicolo e suinicolo dovute alle perdite subite a causa rispettivamente di IA e PSA.
Viene così ufficializzata la partecipazione comunitaria alle spese per la compensazione dei danni indiretti subiti dagli allevatori come anche proposto e richiesto dalla Confederazione.
SETTORE SUINICOLO
Tra il 1° novembre 2024 ed il 30 aprile 2025 l’Italia ha riscontrato 420 focolai di Peste Suina Africana sul proprio territorio e li ha notificati alla Commissione europea chiedendo un suo intervento economico finalizzato alla copertura delle perdite subite dagli operatori a causa della malattia.
L’importo massimo del cofinanziamento europeo destinato ai danni subiti nei 420 focolai di PSA è di € 12.564.303 suddiviso come di seguito.
- € 655.364 per le perdite dovute a prezzi di vendita inferiori a causa dei ritardi delle macellazioni per le restrizioni imposte nella movimentazione degli animali;
- € 7.887.241 destinati a coprire parte delle perdite di produzione di suinetti a causa dell’interruzione dell’allevamento delle scrofe;
- € 2.890.502 con riferimento alle perdite di produzione dei suini da ingrasso;
- € 1.131.196 per le perdite avute per le restrizioni di movimentazione degli animali.
Per ciascun importo viene anche indicato il numero massimo di animali aventi diritto al sostegno, concedendo una certa flessibilità.
Il finanziamento comunitario contribuirà al 50% di quello nazionale e dovrà essere versato entro il 31 maggio 2027.
Il Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare deve emanare i provvedimenti di attuazione dei regolamenti e procedere ai pagamenti entro il 31 maggio prossimo perché le spese siano ammissibili al finanziamento UE.
Ricordiamo che la grave situazione riscontrata negli allevamenti a causa della diffusione delle due malattie era stata posta all’attenzione del Ministro dell’agricoltura da Confagricoltura fin dall’inizio del 2025, accompagnata dal sollecito ad intervenire presso la UE al fine di chiedere l’apertura della procedura di attivazione della riserva di crisi.
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