La presente analisi sarà molto sintetica per lasciare spazio ad un estratto delle osservazioni che Confagricoltura Pavia ha presentato nell’ambito della Conferenza dei Servizi convocata per l’11 dicembre prossimo a Torino per valutare il progetto di costruzione di una centrale idroelettrica in comune di Chivasso all’imbocco del Canale Cavour.
Confagricoltura Pavia, dopo aver trasmesso le proprie articolate osservazioni nel mese di novembre, ha chiesto ufficialmente di partecipare alla Conferenza dei Servizi.
Rispetto alla situazione meteo, lo scenario non è positivo. Si è in piena anomalia termica con previsione di ulteriori incrementi nei prossimi giorni. Le alte temperature comprometteranno gli accumuli nevosi delle scorse settimane, soprattutto nella porzione più occidentale delle Alpi.
Nell’areale del monte Rosa l’accumulo nevoso è di fatto inesistente.
Il lago Maggiore presenta un livello di invaso costante nell’intorno dei 115 cm.
La falda freatica prosegue con un andamento critico confermando livelli che sono i peggiori degli ultimi 5 anni.

Estratto Osservazioni Confagricoltura Pavia su Centrale Chivasso.
Abstract
Osservazioni di Confagricoltura Pavia sulla procedura di impatto ambientale VAL 370 per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul Canale Cavour (Chivasso, TO), proposta da Coutenza Canali Cavour.
Punti chiave
- Contesto territoriale: la Lomellina dipende idraulicamente da derivazioni piemontesi; il Canale Cavour è una infrastruttura storica per l’irrigazione dell’areale posto ad ovest del Ticino.
- Criticità idrologiche: Il Po mostra un peggioramento costante delle portate dal 1866, riduzione accentuata dal cambiamento climatico ed accelerata nell’ultimo decennio; il Po, almeno fino alla confluenza con il Ticino, ha un comportamento sempre più torrentizio.
- Analisi dati (2008–2024): si riscontra un Aumento delle magre, un calo dei periodi di abbondanza; un incremento dei picchi eccezionali con un trend negativo nelle portate medie.
- Proposte idroelettriche precedenti: le poche precedenti proposte sono state tutte respinte (2016–2019) per incompatibilità con usi irrigui e per criticità ambientali.
- Produzione stimata vs reale:
Media storica: ~16 milioni kWh/anno.
Ultimi 4 anni: ~9,78 milioni kWh/anno (−20% rispetto alle stime).
Solo 6% dei giorni con capacità >90% nel periodo 2021 - 2023.
- Impatto economico: Ricavi sovrastimati, costi sottostimati; rischio di insostenibilità finanziaria.
- Conflitto d’uso: L’acqua turbinata non è riutilizzabile per l’irrigazione; priorità strategica dovrebbe essere l’agricoltura anche sulla base delle previsioni meteoclimatiche.
- Costi di dismissione: €100.000 + IVA, considerati sottostimati.
- Conclusione: Confagricoltura Pavia esprime parerne contrario al progetto sulla base di considerazioni idrologiche, economiche e strategiche; si chiede il coinvolgimento nelle future conferenze dei servizi, qualora indette.
Contestualizzazione territoriale
Confagricoltura Pavia è la principale Organizzazione agricola di rappresentanza delle imprese operanti in Provincia di Pavia e ha la più ampia rappresentanza delle imprese risicole in ambito lomellino all’interno del comprensorio irrigato da Associazione Irrigazione Est Sesia.
La Lomellina, amministrativamente in provincia di Pavia, dal punto di vista idraulico e irriguo appartiene ad un comprensorio interregionale che vede in Piemonte le principali fonti e derivazioni irrigue.
Il Canale Cavour, fin dalla sua intuizione, nacque per irrigare e portare miglioramento fondiario ad un’ampia porzione di Lomellina, e a tal fine venne integrato, negli anni successivi alla sua costruzione, con il Canale Quintino Sella, il Sub diramatore Pavia e il Sub diramatore Mortara che, di fatto, vanno ad irrigare il territorio lombardo tra Sesia, Po e Ticino, con la sola eccezione dell’areale sud occidentale irrigato dal Roggione di Sartirana che, in linea teorica, può essere anch’esso sussidiato dal Canale Cavour.
In premessa è utile rammentare come le condizioni idrologiche del Po siano in costante peggioramento fin dalla messa in esercizio del Canale Cavour nel 1866, e la necessità di integrare le portate del Po con il Canale sussidiario Carlo Luigi Farini, che deriva portate dalla Dora Baltea in comune di Saluggia (Vc), opera già realizzata nel 1870, ne è plastica prova.
La nota accelerazione del cambiamento climatico in essere negli ultimi decenni ha peggiorato la situazione idrologica del Po, soprattutto nel tratto a monte della confluenza con la Dora Baltea, compromettendo la costanza dei deflussi e, in molti mesi dell’anno, portando il Po ad un comportamento sempre più torrentizio e appenninico.
L’analisi dei dati Arpa dal 2008 al 2024 (serie annuali disponibili pubblicate da ARPA Piemonte) presso l’idrometro di San Sebastiano Po evidenzia tale comportamento: appare evidente l’aumento della frequenza di fasi di magra e il costante calo dei periodi di abbondanza, con la sola eccezione del 2024 caratterizzato da una piovosità anomala che, in ogni caso, è lontana dai picchi del 2014 (Figura 1).

La sezione di Chivasso è stata inoltre interessata da eventi di piena particolarmente intesi: si ricordi il 1994 con il crollo del ponte stradale immediatamente a monte della traversa. Altrettanto intenso fu l’evento del 2000 con un ingente deposito di materiale nell’incile del Canale Cavour tale da pregiudicarne l’esercizio per molti mesi.
La presenza costante di un invaso potrebbe poi avere impatti sulle strutturi esistenti, in particolare sullo scaricatore esistente a lato della centrale proposta verso il Po.
La sezione di Chivasso è poi particolarmente complessa in quanto già oggi vede la coabitazione della derivazione irrigua e per forza motrice in capo alla Coutenza Canali Cavour, con l’esercizio della derivazione per raffreddamento in capo all’adiacente centrale termoelettrica di A2A.
Riferimenti Impianto idroelettrico
Sulla traversa del Canale Cavour a Chivasso non si ha memoria di numerose precedenti richieste di impianti idroelettrici, probabilmente anche a causa del peggioramento delle condizioni idrologiche del Po nel suo tratto più torrentizio. Le richieste precedentemente presentate sono tutte innescate proprio dai titolari delle concessioni irrigue o da soggetti già operanti nel comprensorio.
Ad esempio nel 2023 avviò un percorso progettuale un operatore idroelettrico già attivo, come gruppo, nel comprensorio di Est Sesia, e allora rappresentato, sempre come gruppo, in seno agli organismi consortili.
Un altro precedente noto risale al 2 novembre 2016 quando il Consorzio Irriguo del Cavo Garzelli (derivazione in destra sulla stessa traversa del Cavour) presentava una domanda per la realizzazione di una centrale con capacità di circa ¼ di quella proposta da Coutenza nel 2025.
Queste sono le specifiche della centrale proposta nel 2016:

Il 20 febbraio 2019 la Città di Torino esprimeva parere negativo rispetto alla Compatibilità Ambientale rigettando il progetto.
Il documento è visibile a questo link:
http://www.torinometropoli.it/cms/risorse/ambiente/dwd/via/provvedimenti-valutazione/val251-300/DCD_n.51-1084.pdf
Per altro la centrale allora proposta vedeva, come già evidenziato, una richiesta di concessione di meno di un terzo di quella in iter attualmente e un salto di 1.10 metri inferiore, pur operando sulla stessa traversa fluviale.
Nel 2019 Associazione Irrigazione Est Sesia e Associazione Irrigazione Ovest Sesia presentavano congiuntamente una domanda per la costruzione di una centrale con portata massima di 83.000 l/s (inferiore alla portata richiesta nel 2025) che viene diniegata dalla Citta Metropolitana di Torino con atto 116-3450/2019 del 27 marzo 2019.
In pari data è stato espresso un diniego anche alla domanda di Mondino Energie srl, presentata in concorrenza a quella di Est Sesia e Ovest Sesia, e per una portata di 120.000 l/s sempre sulla traversa del Canale Cavour. Il diniego è stato formalizzato con determinazione dirigenziale 317 – 3451/2019.
Nel 2023, in coda alla drammatica siccità del 2022, il progetto di una centrale sulla traversa del Canale Cavour a Chivasso, stante le evidenze documentali reperibili sui siti istituzionali della Città Metropolitana, torna d’attualità come già richiamato.
Di tale fatto si ha evidenza quanto Città Metropolitana di Torino, con Determina DD 3942 DD-TA2 n. 480 del 11 luglio 2025 dichiara improcedibile la domanda presentata il 3 luglio 2025 questa volta da Coutenza Canali Cavour per la realizzazione di una Centrale Idroelettrica sul Po in corrispondenza della traversa a servizio del Canale Cavour a Chivasso. La motivazione di improcedibilità risulta risiedere in un preventivo di connessione ad E-distribuzione del 19 luglio 2023 intestato ad una non meglio precisata “Società esterna” diversa da Coutenza Canali Cavour ma in disponibilità poi di Coutenza tanto da essere presentato nel primo progetto del luglio 2025.
Dal 22 luglio 2025 risulta, presso il portale risorse energetiche della Città Metropolitana di Torino, in istruttoria una nuova domanda da parte di Coutenza Canali Cavour, la documentazione progettuale presente ha accesso limitato da password non disponibile al pubblico.
Nell’ottobre 2025 viene presentato un nuovo progetto così come da avviso pubblico, che si unisce come Allegato 1, che risulta privo di data esplicita e certa.
La documentazione analizzata è stata acquisita sul portale della Città Metropolitana di Torino al link:
http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/valutazione-depositati/val370
A tale link tutta la documentazione, parzialmente diversa dai titoli coperti da password relativi alla procedura in essere dal 22 luglio 2025 – ad esempio non sono presente i file pdf “Impegno garanzie finanziarie” e “Impegno garanzie finanziarie ripristini”.
Analizzando la documentazione progettuale “Val 370” emergono le seguenti caratteristiche di impianto:

Analisi idrologica Po nella sezione considerata.
Al fine di analizzare con approccio tecnico il progetto di centrale, stante la struttura molto snella della documentazione idrologica presente al link val 370, Confagricoltura Pavia ha provveduto ad effettuare un’analisi di dettaglio dei dati idrologici disponibili sul sito di Arpa Piemonte, con riferimento alla sezione di San Sebastiano Po che si trova 4000 metri a valle lungo il corso del Po. In questa sezione defluiscono sia le portate di supero della traversa che, quando non immesse nel Canale Cavour, le portate rilasciate dalla centrale A2A per raffreddamento (portate che vanno sottratte rispetto alla disponibilità di traversa).
Sono state analizzate, dopo averle organizzate in dettaglio, le portate dal 2008 al 2024 presso la sezione di San Sebastiano Po sulla base dei dati elaborati e pubblicati da Arpa Piemonte al link
https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/snippets_arpa_graphs/dati_giornalieri_idro/?statid=PIE-001253-700-2007-02-28¶m=I
Sono state utilizzate tutte le serie annuali complete disponibili.
A tali portate si sono sottratti 6 m3/s dati dalle eventuali restituzioni medie annuali della centrale A2A in condizioni di Cavour non attivo o parzialmente attivo.
Fenomeni di risorgenza e colature presenti nel tratto a valle della traversa del Po sono state stimate in circa 2 m3/s portandoli anch’essi in riduzione rispetto alle portate disponibili sulla traversa. Tale dato è coerente e prudenziale con i dati di letteratura disponibili rispetto alle risorgenze di subalveo.
Parimenti, stante quanto indicato nella relazione tecnica del progetto che qui si riporta per comodità, si è sottratto il DE (pari a 27,3 m3/s) in quanto, nella documentazione progettuale, si dichiara che non verrà turbinato e quindi rispetto alle portate fluenti nella sezione di San Sebastiano non lo si è quindi considerato come turbinabile.

Per altro, negli elaborati pubblicati, è stato commesso un errore, non sostanziale nell’equilibrio progettuale, nella determinazione della sezione di riferimento della confluenza Po – Dora Baltea collocandola in provincia di Alessandria, probabilmente confondendola con la confluenza del Belbo in Tanaro.

Riprendendo l’analisi della producibilità sulla scorta delle osservazioni idrologiche sul Po nel periodo 2008 – 2024:
I dati di portata sono stati poi trasformati in produzioni idroelettrica, con passo giornaliero, utilizzando la formula speditiva:
P=Q x H x Rend x 9.81 x 24
Il rendimento considerato è pari a 0,80 e il salto 5,10 m, come da Progetto.
La seguente tabella riporta i dati medi annuali riferiti al periodo 2008 – 2024.

La media di produzione del periodo 2008 - 2024 è coerente con i dati indicati dal proponente.
Purtroppo tale media è condizionata da annate particolarmente generose in termini di portata che si collocano antecedentemente al 2015, con la sola eccezione del 2024.
L’arco temporale dal 2017 al 2024 vede ben 5 anni su 8 con un dato inferiore alla media di produzione indicata dal proponente.
Appare evidente un calo della potenzialità produttiva, causato dalle mutate e mutanti condizioni idrologiche del Po nel corso dell’ultimo decennio e che, state tutte le previsioni a tutti note, non può che peggiorare nel futuro.
La media proposta dal proponente appare quindi corretta come dato storico ma non coerente con la tendenza conclamata, e da tutti accettata, di modifica delle portate dove se i volumi annuali variano di poco, a variare in modo sostanziale è la costanza: lunghe siccità che si alternano a morbide e alluvioni.
Si riporta, come Figura 2, l’andamento della produzione riscontrata con le condizioni sopra indicate, inserendo nel grafico una linea di tendenza con media mobile (linea tratteggiata rossa) calcolata su un periodo di 4 anni in quanto si è riscontrata una sorta di ciclicità quadriennale degli eventi, pur con un consolidato andamento nel solco di una pesante riduzione della costanza delle portate.

Al fine di analizzare le stime di produzione proposte si è quindi effettuata un’analisi sulle potenziali produzioni accorpandole, e realizzando media per quadriennio, al fine di non enfatizzare l’incidenza di eventi estremi.
La seguente tabella riporta i dati così analizzati:

La media di produzione annua dal 2017 al 2024 sarebbe stata di 12 milioni di kwh, oltre il 20 % in meno di quella stimata negli elaborati progettuali.
Situazione ancor peggiore, e di molto, considerando il periodo 2021 – 2024 nonostante la generosità del 2024: quasi 6 milioni di kwh in meno all’anno in media.
Sulla scorta delle specifiche dell’impianto si è poi analizzato l’andamento dei giorni di funzionamento dell’impianto con potenzialità superiore al 90 %.
Le osservazioni idrologiche evidenziano che tale soglia, ad esempio tra il 2021 e il 2023, sarebbe stata superata in soli 79 giorni complessivi, pari al 6 % del tempo. Vero che in questo arco temporale ha insistito una delle siccità più potenti degli ultimi 100 anni ma tali fenomeni rischiano di diventare sempre più ricorrenti così come i fermo impianto conseguenti.
Anche nel 2024, pur nell’eccezionale piovosità continua dell’anno, non si sarebbe superato il 50 % di giorni con funzionamento dell’impianto superiore al 90 % della potenzialità.
Emerge evidente l’andamento decrescente della potenzialità di impianto che appare, sulla scorta delle considerazioni effettuate, molto inferiore alle ipotesi contenute nel piano finanziario di cui si riporta stralcio.
Riepilogo finanziario presente negli elaborati progettuali:



Il proponente ha ipotizzato una produzione costante, con un dato oggettivamente ottimistico, nei prossimi venti anni mentre le osservazioni idrologiche portando ad un andamento in rapido peggioramento, tendenza confermata da tutta la modellistica sistemica pubblicata sulle riviste scientifiche.
Questa potenziale sovra stima della produzione ha diretto impatto sulla base associativa di Confagricoltura Pavia in quanto i proponenti sono Associazioni costituite dagli utenti dei Consorzi irrigui (Associazione Irrigazione Est Sesia e Associazione Irrigazione Ovest Sesia).
Per altro Associazione Irrigazione Est Sesia è parzialmente commissariata ma gli organi ancora in carica (Comitati di zona costituiti da Tenimenti Isolati e Distretti Irrigui) non sono stati formalmente informati dell’iniziativa, nonostante il rischio di impresa ricada direttamente sugli Utenti che sono la base contributiva e vitale del Consorzio.
Si osserva quindi come necessiti un approfondimento di dettaglio circa le potenzialità produttive e il piano finanziario, anche considerato che l’iniziativa andrebbe ad insistere su di un’opera di proprietà pubblica di cui Coutenza è usuaria ma non proprietaria, e quindi l’eventuale criticità da mancata produzione interesserebbe un’opera di proprietà pubblica.
Il rischio che si intravede è che la produzione si attesti, ammesso che la situazione non peggiori ulteriormente come probabile, nell’intorno dei 9 milioni di kwh anno, con un ricavo tale da non coprire le spese di investimento in un arco temporale congruo, con inevitabili ripercussioni sistemiche.
6 milioni di kwh in meno all’anno determinano mancati incassi per almeno € 600.000,00 annui sulla base delle ipotesi del proponente.
L’analisi del piano economico evidenzia poi costi di gestione oggettivamente bassi (€ 90.000,00 comprensivi di manutenzione e personale) senza dettagliarne in modo specifico le modalità di definizione.
Il combinato disposto di maggiori costi di gestione e minori ricavi può portare a pesanti criticità.
Ultima considerazione è che i costi sono stati stimati senza IVA ma il proponente Coutenza Canali Cavour non è certo che possa recuperare l’imposta, quindi si rischia un maggior costo di realizzazione rispetto all’importo indicato (11.610.000,00 + IVA) salvo modifiche societarie.
Analisi circa le modalità di attivazione della centrale
Il capitolo 16 della Relazione Tecnica disponibile sul sito della Città Metropolitana di Torino, soggetto chiamato ad approvare il progetto, genera non poche preoccupazioni.
La soluzione proposta da Coutenza Canali Cavour è tipica degli impianti ad evidente prevalenza di funzionamento idroelettrico dove non è determinante una portata garantita alla derivazione ma un livello idrometrico a cui è collegato una portata solo teorica.
Può apparire una sottigliezza ma è un dato sostanziale.
Riportiamo di seguito il testo presente nella relazione dove si spiega il funzionamento della centrale:


Tale scelta, pur se legittima e tecnicamente accettabile, denota un approccio tutto idroelettrico e per nulla irriguo.
Un approccio tutelante l’irrigazione dovrebbe prevedere il controllo delle portate derivate effettivamente dal Canale Cavour almeno 3 km a valle dell’imbocco. In tale sezione si avrebbe l’immissione delle portate di raffreddamento di A2A, non si avrebbero sottrazioni da bocche di derivazioni e si avrebbe l’effettiva misura delle portate in transito nel Canale Cavour. Solo soddisfatte le portate in deflusso, nei limiti massimi di concessione, potrebbe essere attivata la produzione idroelettrica a condizione che non perturbi la derivazione.
La centrale, come evidente, non utilizza portate già in disponibilità del Canale Cavour ma portate che resterebbero nel Po e il cui successivo uso sarebbe a favore del canale Lanza a Casale Monferrato e della centrale idroelettrica presente, sempre a Casale Monferrato, a valle del ponte della ferrovia.
Le portate turbinate dalla centrale non sono più utilizzabili nel comprensorio di Est e Ovest Sesia.
Le acque derivate dal Canala Cavour hanno un fattore di rendimento economico, ambientale e sociale ben superiore di quelle utilizzate dalla Centrale in progetto.
Nella relazione sull’impatto socio economico si ritiene non venga sufficientemente approfondita l’analisi costi benefici relativa ai diversi destini della risorsa idrica.
Sviluppi futuri
La realizzazione di una centrale, con un piano di rientro economico ultradecennale, andrebbe poi a precludere, stante il proponente coincidente con il titolare della concessione irrigua, eventuali ulteriori usi di portata nei mesi invernali per favorire la ricarica della falda freatica e quindi mitigare gli impatti del cambiamento climatico.
E’ noto come l’unico serbatoio di capienza significativa, disponibile da subito, sia la falda freatica in ambito risicolo e come la gestione di tale serbatoio, come azione sostitutiva dell’accumulo nevoso sempre più ridotto e instabile, presupponga l’uso continuativo della risorsa irrigua, almeno nei limiti delle attuali concessioni di derivazioni jemali.
Questo uso andrebbe a peggiorare ulteriormente la disponibilità a favore della centrale idroelettrica ipotizzata, peggiore anche rispetto alle previsioni precedentemente formulate. Un uso multisistemico della risorsa irrigua anche nei mesi invernali avrebbe un importante impatto territoriale con un valore intrinseco ed estrinseco nettamente superiore alla semplice produzione idroelettrica sito specifica.
Confagricoltura Pavia ritiene che tale aspetto vada approfondito e dettagliato prima di autorizzare un ulteriore uso di risorsa che entrerebbe in concorrenza con gli usi già in essere, per di più in uno scenario di peggioramento complessivo della disponibilità fluviale.
Confagricoltura Pavia, a latere della presente procedura, auspica poi un maggior coordinamento interregionale circa l’uso annuale della risorsa irrigua nell’intero comprensorio risicolo.
Costi di ripristino.
Analizzando la documentazione progettuale emerge una stima dei costi di dismissione e recupero ambientale di circa € 100.000 euro più IVA. Tale importo, soprattutto a fronte dei costi di realizzazione e dei volumi in gioco – i soli cementi armati sono oltre 8000 m3 come emerge dall’allegata tabella estratta dagli elaborati progettuali, appare da approfondire.

Di seguito si riporta il dettaglio dei costi stimati per dismissione e recupero ambientale, la potenziale discrepanza si ritiene, e si ribadisce, necessiti un importante approfondimento in quanto appare di molto sottostimato, anche al netto di eventuali recuperi e reimpieghi.

Conclusioni.
Confagricoltura Pavia, in forza dell’impatto che tale centrale potrebbe avere sul territorio in provincia di Pavia irrigato dal canale Cavour e sugli utenti di Associazione Irrigazione Est Sesia anche dal punto di vista finanziario, esprime parere contrario rispetto alla realizzazione della centrale idroelettrica di cui alla procedura PAUR in corso nota come VAL 370, stante le attuali scelte ed evidenze progettuali.
Il parere negativo è dovuto alle perplessità circa la sostenibilità economica dell’opera, alle modalità di verifica delle portate derivate, all’introduzione di ulteriore concorrenza nell’uso di una risorsa sempre più esigua, e a diffuse imprecisioni negli elaborati progettuali.
Si ritiene che servano approfondimenti circa l’effettiva produttività della centrale, rispetto alle previsioni di disponibilità della risorsa e rispetto ai costi di ripristino post opera.