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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 6 FEBBRAIO 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

06/02/2026

Si stanno vivendo settimane di buon accumulo di risorsa con una fase nevosa alpina caratterizzata da una persistenza di fenomeni, spesso poco intensi ma reiterati tali da favorire la ricostituzione dell’accumulo in una fase invernale ancora positiva.

La seguente immagina evidenzia come gli accumuli siano particolarmente intensi soprattutto tra Gran Paradiso e la porzione più occidentale delle Alpi mentre tra Monte Bianco e Monte Rosa l’accumulo si sta strutturando ma non in modo particolarmente potente.

I punti rossi segnalano accumuli superiori al metro.

Gli accumuli maggiori sono sul bacino del Tanaro, ininfluente per l’areale risicolo, e sul bacino del Po cuneese dove la ridotta quota media dei rilievi determina una dinamica di scioglimento concentrata tra aprile e maggio, quando ancora dovrà manifestarsi la massima idroesigenza culturale.

Le Alpi Graie e Pennine presentano un innevamento che, seppur in crescita, non è ancora tale da permettere un ottimismo consapevole.

Confagricoltura Pavia ha avviato una analisi di dettaglio degli ultimi 20 anni con riferimento all’andamento della Dora Baltea. Da questo studio, ancora in corso, inizia ad  emergere come oltre il 20 % della portata fluviale non è dato dalle piogge e dallo scioglimento della neve caduta nell’anno, ma dallo scioglimento di ghiaccio antico (a volte secolare) conseguente all’arretramento dei ghiacciai. Questo è un dato preoccupante perché tale componente glaciale è destinata a ridursi sempre più con l’arretramento dei fronti glaciali condizionando così, già nei prossimi anni, in modo potente la disponibilità irrigua, soprattutto nei mesi di luglio ed agosto quando si è concluso lo scioglimento della neve annuale condizionato dall’innalzamento delle temperature medie ma massima è l’idroesigenza. Questo dato, pur se sommario, dovrebbe consentire di aprire un confronto, scientifico e pragmatico, anche rispetto ad ipotesi di utilizzi idroelettrici fluviali che potrebbero essere pesantemente condizionati dal calo della componente idrologica generata dallo scioglimento glaciale e destinata a ridursi in modo assoluto.

Proseguendo l’introduzione all’analisi:

Il lago Maggiore è in una fase di stabilità tra afflussi e deflussi  nell’intorno dei 90 cm mentre gli invasi idroelettrici elvetici nel canton Ticino sono in leggera ripresa pur se sotto media.

La falda freatica sta beneficando della piovosità costante e poco intensa di queste settimane e il livello, pur se sempre in calo, ha interrotto la forte riduzione che lo aveva portato, ad inizio gennaio, ai minimi dell’ultimo quinquennio.

Andamento neve:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia accumuli in leggera ripresa ma ancora lontani dalle altezze ante 2020.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei 90 cm con un dato in leggero aumento rispetto alla media storica. La situazione complessiva risente però dell’accumulo nevoso non ancora particolarmente strutturato nell’areale di carico.

Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.

Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:

L’andamento della falda freatica, come già anticipato nella scorsa analisi, vede una riduzione dell’andamento depressivo dovuta alle costanti piogge di dicembre, gennaio e inizio febbraio.

Vista l’importante piovosità del periodo, si potrebbe immaginare di favorire la percolazione in falda freatica introducendo elementi di controllo nello scolo dei campi e delle camere così da favorire l’infiltrazione almeno fino alla metà di febbraio (chiudere i bocchelli di scarico e farli lavorare a stramazzo al crescere dei volumi di pioggia ricevuti). Tale azione favorirebbe la ricarica della falda.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. Il grafico evidenzia la piovosità importante degli ultimi 2 mesi, di cui oltre 40 mm solo nelle ultime due settimane.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali

Questa terza stima da inizio anno della scala di allarme, mantiene carattere indicativo pur se in fase di affinamento grazie all’avanzare della stagione invernale. Lo stato degli accumuli nevosi, pur se in miglioramento, suggerisce di utilizzare un indicatore 3. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento, ma gli accumuli nevosi non ancora ottimali portano a ritenere coerente un indicatore 3. Con riferimento infine alla falda si ha un comportamento in leggero miglioramento grazie alle piogge ma occorre valutarlo sul medio periodo, per cui si conferma un fattore 3 su 5, 

Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 9 su un massimo di 15, auspicando che gli eventi in corso possano migliorare lo scenario complessivo.

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