La bozza del Decreto-legge “Bollette” in discussione a livello nazionale sta generando forte preoccupazione nel comparto del biogas e delle biomasse di origine agricola. Il punto critico riguarda i Prezzi Minimi Garantiti (PMG): secondo quanto denunciato da Confagricoltura, il testo ipotizzerebbe una riduzione progressiva del 20% annuo fino all’eliminazione del meccanismo, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sulla componente ASOS delle bollette.
I PMG non sono “un incentivo aggiuntivo”, ma uno strumento pensato per coprire i costi minimi di esercizio e accompagnare gli impianti che escono dai regimi incentivanti storici. Il perimetro riguarda gli impianti con incentivi in scadenza entro il 31 dicembre 2027 (o che rinunciano entro quella data per aderire al regime).
Secondo operatori e consorzi agroenergetici, una cancellazione rapida e senza alternative rischia di spingere allo spegnimento oltre 800 impianti che hanno già terminato (o termineranno entro il 2027) la tariffa storica e che non possono riconvertire a biometano per motivi tecnici.
Sul tema, il 30 gennaio 2026 a Cavallermaggiore, in un evento promosso da Confagricoltura Cuneo con la presenza del presidente nazionale Massimiliano Giansanti, è stato ribadito che servono regole certe per non interrompere un modello che sostiene economia circolare, gestione dei reflui e produzione rinnovabile programmabile. In collegamento, il ministro Pichetto Fratin ha indicato l’intenzione di affrontare la questione nelle sedi di governo.
Nella nostra intervista, Martino d’Asburgo-Lorena d’Este richiama un punto essenziale: l’agroenergia è un’integrazione strutturale al reddito agricolo e richiede investimenti e pianificazione pluriennale; cambiare le regole “a partita in corso” rischia di vanificare interventi già avviati su efficienza, motori, adempimenti e certificazioni.
Se avete un impianto coinvolto (scadenze 2026–2027) o state valutando interventi/iter di rinnovo, segnalatelo ai nostri uffici: seguiranno aggiornamenti appena disponibili.
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