Prosegue una fase positiva rispetto all’accumulo di risorse. Taluni toni trionfalistici appaiono fuori luogo in quanto in realtà gli accumuli nevosi, pur se in lenta ricostituzione e con dati migliori rispetto all’ultimo quinquennio, appaiono ancora inferiori, soprattutto su Monte Rosa e sul bacino del Lago Maggiore, dagli accumuli medi ante 2020.
Situazione molto diversa sulle Alpi ad ovest del Monte Bianco dove gli accumuli sono considerevolmente più strutturati anche se destinati ad uno scioglimento abbastanza prematuro stante la ridotta altezza media del sistema Alpino, soprattutto ad ovest del Gran Paradiso.
La concentrazione degli accumuli superiori al metro (punti rossi) si concentrata soprattutto sulle Alpi Marittime, Cozie e Graie.

Il lago Maggiore sta vivendo una fase di stabilità mentre i bacini idroelettrici elvetici sono ancora sotto la media dell’ultimo quinquennio, pur se con un dato leggermente migliore rispetto alla precedente analisi.
Le anomalie termiche degli ultimi anni spengono molto ottimismo in quanto si rischia, come già accaduto lo scorso anno, che gran parte degli accumuli si sciolgano e vadano a mare prima che inizi la stagione irrigua determinando il mancato incontro tra picco dello scioglimento nivale e idroesigenza.
La falda freatica ha invertito la fase di calo è sta segnando un recupero che, pur se debole, appare significativo. Questo miglioramento è dovuto alla diffusa, reiterata ma poco intensa piovosità dei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. La percolazione delle cumulate ha determinato il recupero a cui si sta assistendo. Pur se in scala ridotta, e con dinamica temporale anticipata di circa 40 giorni, si sta assistendo ad un comportamento simile a quello del 2024. In passato un simile contributo era garantito dallo scioglimento delle nevicate in pianura.
Se le continue piogge hanno rallentato le attività agronomiche, hanno però permesso un recupero importante del serbatoio. A fronte di una cumulata di pioggia di 245 mm nell’ultimo trimestre, distribuiti in 18 eventi di pioggia rilevata in prossimità del punto di misura della falda freatica, si è avuto un incremento di falda freatica di circa 40 cm assoluti che corrisponde, da una prima sommaria stima che andrà assolutamente approfondita, a circa 80 litri di accumulo infiltrato per metro quadrato, significa che è percolato nella falda freatica circa il 33% dell’acqua caduta. Su questo aspetto occorre approfondire, parallelamente alla sommersione invernale, tecniche per favorire la percolazione anche dell’acqua piovana in ambito rurale così da incrementare gli accumuli in falda. Una riflessione, qualora possibile, potrebbe essere la gestione degli scarichi dei singoli campi contestualmente ad una lavorazione tipo minima, e su questo si potrebbe avviare un ragionamento per specifici interventi.
Per affinare la conoscenza e la modellazione della falda freatica, Confagricoltura Pavia sta avviando collaborazioni operative con il mondo universitario per mappare, in continuo e in più sezioni, il comportamento della falda freatica nell’ambito risicolo lomellino. Questo porterà ad un bagaglio di conoscenze che permetterà un confronto che potrebbe favorire il superamento di alcune perplessità che in taluni ambiti esistono rispetto a tali opzioni e possibilità.
Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia accumuli in ripresa ma lontani dai picchi del 2014 o del 2009.

Lago Maggiore:
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei 95 cm, un dato in timido incremento e sopra la media storica.
Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.
Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:
L’andamento della falda freatica, che nelle scorse settimane ha visto una riduzione dell’andamento depressivo dovuta alle costanti piogge di dicembre, gennaio e febbraio, è ora in fase di lento recupero, come dettagliato in premessa. Questo andamento positivo non esclude ancora criticità sui terminali della rete irrigua in quanto si tratta di un trend dei minimi che, come rilevato nel 2024, potrebbe non avere impatti sui livelli massimi di accumulo.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. Il grafico evidenzia la piovosità importante degli ultimi 3 mesi che ha determinato il recupero della falda freatica.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
Questa quarta stima da inizio anno della scala di allarme migliora l’attendibilità, pur restando previsionale e perturbabile ancora da variabili potenti, grazie all’avanzare della stagione invernale. Lo stato degli accumuli nevosi porta a confermare un indicatore 3. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento, ma la situazione complessiva porta a ritenere coerente un indicatore 3. Con riferimento infine alla falda si ha un comportamento in miglioramento grazie alle piogge e questo porta a ridurre il fattore a 2 su 5.
Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 8 su un massimo di 15, in miglioramento rispetto alla precedente analisi.
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