Le importanti nevicate dello scorso fine settimana non si possono che salutare con favore. Occorre però analizzarle nel dettaglio. Questi eventi si inseriscono in una traiettoria, in essere ormai da un quinquennio, che vede nevicate sempre più tardive e dal rapido scioglimento. Questo comportamento, che è oggetto di studio da parte dei fisici dell’atmosfera, trova una delle probabili cause, nel riscaldamento sempre più intenso del mar Mediterraneo che potrebbe avere un impatto diretto su questa dinamica di disarticolazione delle riserve nevose alpine.
Gli accumuli nevosi appaiono strutturati e distribuiti solo al di sopra dei 2000 metri dove gli accumuli oscillano tra i 150 e i 200 cm, e questa è una buona notizia.
Purtroppo nell’intorno dei 1500 metri di quota, il metro di accumulo presente domenica 15 si è ridotto a meno di 30 cm in appena 5 giorni con un rateo di compattamento e scioglimento di quasi 15 cm al giorno.
Come richiamato, al di sopra dei 2000 metri di quota gli accumuli si sono mantenuti, ma la natura primaverile della neve rischia di favorire una rapida compromissione.
Si riportano di seguito gli andamenti del manto nevoso degli ultimi giorni ad Alagna Valsesia e Macugnaga: la lettura dei grafici evidenzia la rapida compromissione degli accumuli.

La dinamica di scioglimento ha favorito una saturazione dei suoli che è assolutamente positiva anche in vista della prossima stagione irrigua, ma molta parte della neve sciolta è andata a mare e lo si vede dall’analisi di dettaglio dell’idrogramma del Sesia a Borgosesia.

Il Lago maggiore presenta un andamento in crescita e prossimo ai massimi livelli di regolazione. Le piogge dell’ultimo fine settimane, con la consueta dinamica primaverile, hanno permesso di recuperare la totale capacità di invaso che ora va tutelata a favore dell’idroesigenza estiva.
I serbatoi idroelettrici del Canton Ticino evidenziano, invece, una dinamica ancora in importante calo sia per la quota media elevata dei bacini tributanti che per la natura mediterranea e l’effetto stau (blocco) dell’evento precipitativo dello scorso fine settimana che ha interessato in modo prevalente il versante sud delle Alpi con precipitazioni poco significative a nord.
La falda freatica a Sartirana Lomellina sta mantenendo l’andamento positivo favorito dalle piogge del mese di gennaio e febbraio, questo nonostante la rete irrigua sia ancora disattivata.
In un tempo passato, ma ancora attuale e forse necessario, con l’inizio della primavera iniziava la riattivazione diffusa della rete irrigua, attività ora traslata di almeno 40 giorni. Anche su queste dinamiche occorre avviare una riflessione importante e urgente.
Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa segnalano un importante aumento in conseguenza del temporale nevoso dello scorso fine settimane.

Lago Maggiore:
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei massimi di regolazione a circa 125 cm con una importante portata in deflusso che consente di soddisfare le esigenze extragricole, creando una sorta di bonus morale di cui tenere conto nei prossimi mesi.
Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.
Dal sito www.laghi.net:

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:
L’andamento della falda freatica è positivo. L’andamento è in linea con la dinamica attesa, su valori sopra media, anche se lontani dai massimi del 2024.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
Questa sesta stima da inizio anno della scala di allarme beneficia delle precipitazioni dello scorso fine settimana. Lo stato degli accumuli nevosi è migliorato in modo importante, questo porta ad adottare un indicatore 2. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento e la situazione complessiva porta a ritenere coerente un indicatore 2, tenendo anche conto degli accumuli nevosi. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 2 su 5.
Fondamentale sarà la dinamica di scioglimento degli accumuli nevosi: se si confermeranno le alte temperature degli scorsi giorni, lo scenario potrebbe tornare a peggiorare in tempi rapidi.
Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 6 su un massimo di 15.
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