La Commissione europea ha proposto, con il documento COM (2025)137 28 marzo 2025, una serie di misure per il settore vitivinicolo.
Si tratta del c.d. “pacchetto vino”, che ha l’obiettivo di favorire una migliore gestione del potenziale produttivo, incrementare la resilienza nei casi di turbative di mercato o eventi climatici avversi ed in generale di migliorarne la performance competitiva sul mercato
La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio inizia ora quindi il suo iter legislativo, in codecisione, a seguito del quale con le eventuali modifiche apportate e la definitiva approvazione del regolamento, diverranno operative le disposizioni in esso contenute.
Le principali modifiche alla normativa vitivinicola proposte dalla Commissione europea sono le seguenti.
Gestione del potenziale
Come richiesto da Confagricoltura, ai produttori si prevede di concedere una maggiore flessibilità per quanto riguarda il regime di autorizzazioni per i reimpianti.
È previsto l’aumento della validità da 3 a 8 anni per tutte le autorizzazioni di reimpianto a decorrere dalla data in cui sono state emanate e la possibilità di rinuncia per i viticoltori che sono in possesso di autorizzazioni per nuovi impianti ancora valide e non utilizzate rilasciate loro prima del 10 gennaio 2025. Inoltre, sarà facoltà per gli Stati Membri di limitare il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti a livello regionale e di vietare il trasferimento delle autorizzazioni di reimpianto in regioni diverse anche se i vigneti appartengono alla stessa azienda in cui è stata effettuata l'estirpazione.
Per quanto riguarda la gestione delle eccedenze gli Stati membri avranno la facoltà di adottare le misure di estirpazione e distillazione utilizzando fondi nazionali e di adottare norme per la fissazione di rese massime di uva in campo.
Adattamento ai cambiamenti climatici
La Commissione propone che gli operatori ricevano un sostegno più elevato per aumentare la resilienza del comparto ai cambiamenti climatici. In particolare si propone che gli Stati membri possano aumentare l'assistenza finanziaria massima dell'Unione fino all'80 % dei costi di investimento ammissibili per gli investimenti finalizzati alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento ai medesimi. Questa proposta risponde ad una specifica istanza di Confagricoltura riportata sui tavoli nazionali e comunitari.
Vini a bassa gradazione
Si propone di introdurre diciture più chiare per i prodotti vitivinicoli a bassa gradazione alcolica come alcol-free e alcol–light. Sarebbe altresì consentita la produzione di vini spumanti e gassificati a partire da vini fermi dealcolizzati o parzialmente dealcolizzati mediante rifermentazione o aggiunta di CO2 e si concede potere delegato alla Commissione di elaborare norme per l'identificazione dei mezzi elettronici (QR code) che forniscono informazioni ai consumatori, in particolare attraverso un sistema con pittogrammi o simboli e senza parole (senza la parola “ingredienti” quindi), al fine di ridurre al minimo i costi di traduzione.
Enoturismo e promozione
La proposta inserisce i consorzi di tutela fra i beneficiari di interventi che promuovono l’enoturismo ed estende la durata massima delle operazioni nell’ambito della misura di Promozione dei vini nei mercati dei paesi terzi al fine di consolidare il mercato da tre a cinque anni.
In termini generali, Confagricoltura ha commentato il pacchetto in maniera positiva valutando in particolare l’attenzione al comparto ed i tempi di reazione della Commissione che in soli tre mesi ha proposto un pacchetto specifico di misure per il settore vitivinicolo dopo la pubblicazione delle raccomandazioni del Gruppo di Alto livello a dicembre 2024.
Rimangono, tuttavia, numerosi punti su cui occorre lavorare fra cui, in primis, la richiesta di avere una maggiore flessibilità nella gestione finanziaria dei fondi dell’OCM vino per evitare che le economie si traducano in una perdita di risorse e favorire un migliore utilizzo delle risorse stesse, soprattutto nelle aree dove permangono maggiori difficoltà.
La proposta sarà ora negoziata con gli altri due co-legislatori, il Parlamento europeo e il Consiglio con ulteriori occasioni di confronto, in tali sedi, per favorire le istanze di Confagricoltura.
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