Articolo

ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 9 GENNAIO 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

09/01/2026

L’inverno meteorologico sta manifestandosi in modalità ordinaria con alcune giornate di gelo intenso, esteso anche alle pianure, così come non si vedeva da alcuni anni.

Sull’areale nord occidentale gli accumuli nevosi sono stabili e sull’areale del Monte Rosa non appaiono particolarmente strutturati e solo le basse temperature degli ultimi 10 giorni ne hanno salvato la consistenza.

Nonostante il freddo di questi giorni è previsto un innalzamento delle temperature soprattutto in quota per venti di foehn e, almeno per i prossimi 6 giorni, le precipitazioni interesseranno prevalentemente i versanti nord delle Alpi con sporadici eventi sul versante meridionale utile per la pianura padana.

Il freddo ha ridotto lo scioglimento nivale determinando un calo degli afflussi al lago Maggiore il cui livello si è stabilizzato nell’intorno di 1 metro. 

Preoccupa lo scarso riempimento dei bacini idroelettrici del Canton Ticino che sta segnando il minimo degli ultimi anni. Se le nevicate previste sul lato Nord delle Alpi Lepontine non saranno significativi, si potrebbe determinare il primo segnale di attenzione per la prossima stagione irrigua.

La falda freatica, nella stazione di misura di Sartirana Lomellina, presenta un andamento con un calo meno accentuato rispetto alle precedenti analisi. Analizzando le piogge di dicembre è ragionevole creare una correlazione tra le precipitazioni e la riduzione del calo della falda con sporadici cenni di ripresa. Tra il 16 e il 25 dicembre si è riscontrata una cumulata di 86 mm su 5 giorni di pioggia significativa, con un picco di intensità il 16 dicembre e successive repliche poco intense ma continue. Le caratteristiche di queste piogge hanno favorito la percolazione rispetto al ruscellamento determinando una parziale riduzione delle criticità della falda freatica. Questo evento è ulteriore prova della bontà di una diffusa sommersione invernale quale modalità di stoccaggio di risorsa irrigua. La falda presenta in ogni caso l’andamento peggiore degli ultimi 5 anni.

La situazione nel complesso non è ottimale, soprattutto analizzando la modellistica previsionale dei prossimi giorni. Gennaio è un mese fondamentale per gli accumuli nevosi. La prossima analisi consentirà di emettere una prima indicazione sui possibili andamenti della prossima stagione irrigatoria estiva.

Entrando nel merito.

 Andamento neve:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia i ridotti accumuli nevosi presenti, dato purtroppo in linea con l’ultimo quinquennio. In particolare, rispetto all’ultimo ventennio, si misura il quinto peggior dato. Significativo è come gli ultimi 5 anni presentino, alla prima decade di gennaio, i 5 dati peggiori di accumulo.

Confrontando la media di accumulo 2009/2021 nella prima decade di gennaio per le stazioni considerate, emerge un accumulo medio di 120 cm, a parità di calendario nel periodo 2022/2026 l’accumulo medio si riduce a 54 cm, con un calo degli accumuli medi di ben il 56 %! Un dato drammatico che, pur se recuperabile, segna un chiaro trend che impone scelte urgenti e importanti che si fatica ad intravedere.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore ha un livello idrometrico nell’intorno dei 100 cm con un dato leggermente sopra media. Come già anticipato, inizia ad essere preoccupante lo scarso riempimento dei bacini elvetici del Canton Ticino.

Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.

Dal sito www.laghi.net:

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:

L’andamento della falda freatica conferma il costante peggioramento degli ultimi con timidi segnali di rallentamento del calo dovute alle piogge di dicembre. Da questa analisi si pubblica anche l’andamento medio della falda con inizio dati 2021.

Andamento volumi accumulati in falda freatica.

Piovosità:

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26 rilevato a Sartirana Lomellina, con un dato in linea con le precedenti annate. Le piogge di dicembre 2025 hanno dato un contributo alla falda freatica, qualora fosse stato accumulo nevoso come negli scorsi decenni, il contributo sarebbe stato considerevolmente superiore.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

Questa prima stima della scala di allarme è esclusivamente indicativa visto che nei prossimi mesi tutti i dati possono cambiare anche in modo totale. Per ora l’unica certezza è che nel mese di dicembre e la prima decade di gennaio sono stati avari di neve, con la sola eccezione della parte più occidentale delle Alpi dove, però, il dato altimetrico determina la precoce compromissione degli accumuli. Questo porta a considerare ragionevole un indicatore 3. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento, ma il dato elvetico e gli accumuli nevosi non sono ottimali, anche in questo caso si ritiene coerente un indicatore 3. Con riferimento infine alla falda si ha un comportamento tendenziale peggiore rispetto agli altri anni, l’indicatore che si ritiene più plausibile è 3 su 5, 

Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 9 su un massimo di 15, ribadendo come si tratti di una prima indicazione soggetta a variazioni anche consistenti in forza dell’andamento precipitativo e termico dei prossimi mesi.

Prossima lettura

LEGGE DI BILANCIO 199/2025 LE MISURE PER L’AGRICOLTURA - CENNI

navigate_next