Le Prealpi e le Alpi Piemontesi centrali, areale storicamente tra i più piovosi delle Alpi, è interessato da incendi persistenti e, in alcuni contesti, fuori controllo. Stanno operando 6 Canadair da oltre 10 giorni senza riuscire a contenere le fiamme che hanno già interessato migliaia di ettari di boschi alpini, una estensione che non ha precedenti nella memoria storica delle comunità locali.
Questo dato, seppur non direttamente condizionante lo stato delle riserve idriche, è indice di un cambio sistemico e quanto mai preoccupante: nonostante le piogge invernali, l’eccezionale caldo anomalo di giugno ha determinato, oltre alla compromissione di ghiacci antichi, una situazione di aridità diffusa tale da rappresentare un pericolo sia in caso di incensi che di forti piogge. Di certo non aiuta una sempre minor manutenzione dei sottoboschi alpini.
Mentre si scrive questa analisi, il livello del lago Maggiore ha raggiunto lo zero idrometrico e le riduzioni sono state ulteriormente innalzate, come condiviso durante i tavoli regionali.
Lo stato di severità idrica nel Distretto del Po è attualmente Media, e questo dato potrebbe peggiorare a breve raggiungendo il grado massimo.

L’Autorità di Bacino per il Po segna che l’insieme delle derivazioni dal Po e dalla Dora Baltea, al 9 luglio, presenta, una riduzione del 39 %. Dato che peggiora in modo importante verso il terminale della rete derivata, soprattutto sulla sponda sinistra del Sesia dove l’attività irrigua sta procedendo con notevole difficoltà e i primi danni sono già emergenti in modo preoccupante, soprattutto in Lomellina. Parimenti stanno insorgendo le prime criticità anche nel basso pavese. Le derivazioni dal Ticino, in pari data, vedevano una riduzione del 20 %, la riduzione è in fase di evoluzione verso il 40 % già in queste ore.
Est Sesia, come emerso anche nel recente incontro organizzato da Confagricoltura Pavia, sta operando in modo anche sperimentale, con pratiche di turnazione che, stante la natura eccezionale delle stesse, possono determinare inevitabili potenziali criticità anche per un limite infrastrutturale del sistema irriguo che, nei secoli, non ha mai visto un uso pulsato. Spesso la turnazione risulta l’unica modalità per avere corpi idrici sufficientemente strutturati, pur se molto limitati nel tempo, per irrigare in modo importante almeno una parte delle superfici aziendali.
Le turnazioni nei corpi idrici potrebbero, con ogni probabilità, avere impatti diretti, e molto rapidi, sull’andamento della falda freatica: a Sartirana Lomellina si è riscontrata l’interruzione della ricarica in concomitanza con l’effettuazione del turno irriguo nella fase di quasi assoluta riduzione della portata. La falda freatica ha in ogni caso avviato la fase di restituzione al Po delle portate transitanti nel sistema irriguo. Attualmente la restituzione a monte di Pieve del Cairo è di circa 30 m3/s che aumentano in modo lineare fino alla confluenza del Ticino nel Po.
Appare evidente come ci si trovi in una situazione quanto mai complessa e dagli effetti sconosciuti. Ciò porta a ritenere che tutte le regole del passato siano superate, soprattutto per il nuovo andamento idrologico dei fiumi alpini fortemente condizionato dall’innalzamento termico. Il contingente lo si può affrontare sollecitando provvedimenti emergenziali di ampia portata, atti a scongiurare i drammatici effetti del 2022 che hanno colpito soprattutto la Provincia di Pavia. Questi interventi hanno già un precedente nella recente Deliberazione di Regione Lombardia sulle deroghe al Deflusso Ecologico che si auspica venga adottata anche dalle altre Regioni e, inoltre si possa provvedere a valutare l’adozione di atti finalizzati a tutelare l’interesse prevalente dell’equo riparto delle scarse risorse sull’intero terrazzo risicolo.
Lo scenario complessivo è quanto mai preoccupante con un’accelerazione che, in appena 10 giorni, ha portato a scenari idrometrici del tutto paragonabili al 2022 con una scala di rischio che sta arrivando ai valori massimi in quanto si è interrotto anche il buon andamento della falda freatica.
Solo importanti piogge, ad ora previste in modo concentrato sulla fascia prealpina nelle prossime ore, con nessuna replica nei giorni successivi, possono invertire una tendenza. L’unica alternativa sono provvedimenti emergenziali di ampia portata che, per altro, migliorerebbero nel breve periodo anche il deflusso del Po a monte della confluenza del Ticino.
Analizzando in dettaglio.
Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia la totale compromissione del manto nevoso.

Lago Maggiore:
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dello 0. Oltre 55 cm di calo in appena 2 settimane: quasi 4 cm al giorno.
Altro dato che evidenzia una crisi strutturale e sistema è il grado di riempimento dei serbatoi idroelettrici elvetici che sta segnando un nuovo minimo assoluto. Nei prossimi giorni il dato dei serbatoi nel Canton Ticino a monte del lago Maggiore sarà peggiore anche del 2022.
Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.
Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:
La gestione della falda, anche in questa fase emergenziale, si dimostra l’unica possibilità di invaso in pronta disponibilità ad impatto ambientale nullo. Impone il cambio del modello gestionale e la revisione, emergenziale, anche dei titoli di derivazione. Ma l’emergenza che sta vivendo la pianura padana, sempre più sistemica e strutturale, impone di cambiare con ogni urgenza, fin da subito, le dinamiche operative.
Particolarmente significativo è come l’andamento della falda freatica abbia risentito del turno praticato con l’interruzione, differita di appena 36 ore, della fase di crescita. Ripresa l’attività irrigua sul terminale del Roggione, dopo 36 ore è ripresa la dinamica di risalita.
Questo evento ha determinato un importante rallentamento della risalita della falda freatica, nell’ordine di circa 25 cm, che ha portato da una situazione che era la migliore degli ultimi 5 anni, ad un livello paragonabile al 2025 leggermente sotto la media quinquennale.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina – nella precedente analisi era presente un errore nelle piogge di giugno 2026.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali
Questa dodicesima analisi da inizio anno della scala di allarme vede un andamento in ulteriore preoccupante peggioramento. Lo stato degli accumuli nevosi è compromesso, questo porta a un indicatore 5. Il Lago Maggiore è prossimo all’esaurimento delle riserve, questo porta a ritenere coerente un indicatore 5. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 4 su 5 in considerazione del rallentamento della crescita dovuto alla difficoltà nella gestione del servizio irriguo.
Solo eventi di pioggia diffusi e costanti possono migliorare la situazione.
Questo porta a peggiorare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua portandolo a 14 su un massimo di 15, con trend in peggioramento rispetto alla precedente analisi e outlook negativo.