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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 20 AGOSTO 2026

Scritto da

Confagricoltura

Pubblicato il

20/08/2026

Sono arrivate le piogge, l’acqua ora sembra mancare meno e il lago è in risalita. Emergenza finita? No!
Queste piogge non vanno a sanare situazioni già compromesse se non nella fase vegetativa, sicuramente nella componente produttiva.
La ridotta e anomala produzione dei trinciati è un dato acquisito, rispetto al riso si riscontra un proliferare di fitopatologie che vanno ad impattare su raccolti che, spesso, appaiono sottodimensionati e con ridotti accestimenti.
Le piogge delle ultime ore possono portare beneficio alle semine più tardive.
Non cambia il dato sistemico e la necessità di procedere con un’azione straordinaria invernale di governo della risorsa e di pianificazione della gestione su scala ampia.
Interventi sistemici urgenti sono sollecitati dall’andamento fortemente critico della falda freatica che, nella stazione di misura di Sartirana, segna un minimo storico assoluto.
Al 20 agosto le differenze rispetto all’ultimo quinquennio sono riportate nell’allegata tabella:

Il dato attuale è di 40 cm inferiore al 2022, di 92 cm inferiore alla media 2021/26, di oltre 120 cm in meno rispetto ad annate ordinarie.
Questo dato al 20 di agosto evidenzia una crisi profonda della falda freatica, crisi che si va a sommare alla mancanza sistemica di neve.
Occorre agire da subito per recuperare almeno un poco del ritardo nella ricarica: la sommersione invernale diffusa, incentivata e agevolata, è l’unica possibilità per non avere un 2027 con la partenza già critica, soprattutto negli areali che vivono di colature e riproduzioni.
Confagricoltura Pavia sta completando una prima mappatura statistica dei danni ai raccolti e dei maggiori oneri sostenuti per disporre di energia per sollevamenti (elettrica e gasolio) e per l’uso dei pozzi. Il quadro che ne esce è preoccupante e sarà oggetto di prossima segnalazione di dettaglio.
Il preoccupante andamento della falda freatica va di pari passo con i minimi storici riscontrati con riferimento al riempimento dei serbatoi idroelettrici.
Queste piogge non debbono trarre in inganno: i danni ci sono e rischiano di non essere limitati al 2026. 
Nel 2027 partiremo sempre con meno fusione glaciale e con serbatoi e falda drammaticamente vuoti se non si attuano politiche conservative e innovative da subito.
Confagricoltura sta analizzando in dettaglio anche i dati forniti dal sistema satellitare Copernicus che, nell’ambito dell’European Drought Observatory, evidenziano una propagazione dell’indice di siccità, nell’ambito del terrazzo risicolo, paragonabile al 2022 solo con uno sfasamento temporale più avanzato. E queste osservazioni saranno utili per valutare eventuali future azioni a livello comprensoriale ampio.
Quest’anno pozzi e turnazioni hanno limitato i danni, ma hanno impoverito la falda come meglio si dettaglierà più avanti.
Il tempo è scaduto, già mentre si raccoglierà il riso occorre pianificare azioni urgenti e indifferibili per pianificare le future azioni irrigue, già a partire dall’inverno.
Analizzando in dettaglio:

Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia la totale compromissione del manto nevoso in tutte le stazioni. Le alte temperature hanno determinato un eccezionale arretramento dei fronti glaciali con la fusione di accumuli secolari. Un pessimo segnale.


Lago Maggiore
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno del meno 20 dopo aver sfiorato il meno 50.
L’aumento è esclusivamente attribuibile alle piogge di queste ore mentre il rilascio straordinario dalla Svizzera, pur nell’esiguità delle portate, ha rappresentato l’introduzione di una nuova possibilità di couso della risorsa acqua.

Dal sito www.laghi.net:

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch

Andamento Falda
Si conferma un andamento pesantemente negativo della falda freatica quanto mai condizionata sia dalla scarsità della risorsa idrica in circolazione che dall’applicazione della turnazione nell’ambito dell’attività irrigua. Se questa scelta, unitamente al ricorso straordinario al sistema di pozzi di soccorso realizzato dopo la siccità del 2022, ha permesso di contenere, almeno in parte, i danni ai raccolti, è evidente come abbia impattato in modo pesante sull’accumulo in falda freatica e sulla successiva restituzione al sistema Po.
L’andamento pulsato del livello della falda freatica rispecchia in modo lineare e diretto l’andamento dei turni di irrigazione praticati sulla porzione terminale del Roggione di Sartirana con uno sfasamento temporale di circa 40 ore. 
Attualmente il dato, come già evidenziato, è considerevolmente inferiore anche al 2022. Proprio questo dato impone riflessione e azione urgente per recuperare, almeno in parte, il gap che si sta enfatizzando sempre più rispetto ai livelli ottimali della falda freatica.
E per recuperare occorre, ora che sembra esserci acqua, farla circolare il più possibile fino all’inizio della raccolta e poi avviare una riflessione sull’uso invernale, consapevoli delle concorrenze che si potrebbero creare con gli usi idroelettrici, ma le condizioni al contorno lo impongono.

Piovosità
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. La piovosità appare in linea, grazie alle piogge delle ultime ore, con gli anni precedenti. Le cumulate non devono però trarre in inganno in quanto sono attribuibili a fenomeni intensi che hanno poca utilità agronomica.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali
Questa quindicesima analisi da inizio anno della scala di allarme vede la conferma di un dato di assoluta emergenza confermano il massimo grado di criticità, le piogge di queste ore portano un oggettivo beneficio ma non cambiano la gravità sistemica di quanto stiamo vivendo. Lo stato degli accumuli nevosi è compromesso, questo conferma un indicatore 5. Il Lago Maggiore resta abbondantemente sollo lo zero idrometrico, questo porta a ritenere coerente un indicatore 5. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 5 su 5 in considerazione dell’attuale andamento molto inferiore a tutte le serie storiche.
Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 15, il massimo.

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