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L’AGRICOLTURA NON VA IN VACANZA: TRA SICCITÀ, RACCOLTI E NUOVI PROGETTI PER IL TERRITORIO

Scritto da

Confagricoltura

Pubblicato il

20/08/2026

Per l’agricoltura pavese luglio, agosto e settembre non sono mesi di pausa, ma il momento più intenso dell’anno. È in queste settimane che le aziende raccolgono i frutti di una stagione di lavoro, misurano gli effetti del clima e dei mercati e preparano il futuro delle proprie produzioni.

Il 2026 si sta rivelando particolarmente difficile. La siccità ha colpito soprattutto il Pavese e la Lomellina, mettendo sotto pressione le colture e rendendo incerto il completamento della campagna risicola. I danni sono già evidenti, mentre la scarsità d’acqua si somma a quotazioni in calo e margini sempre più ridotti.

«Le nostre aziende non si fermano e stanno facendo tutto il possibile per portare a termine una stagione complessa», sottolinea Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia. «Nel riso la priorità è arrivare alla raccolta, perché difendere questo comparto significa tutelare economia, occupazione, paesaggio e identità territoriale».

Proprio dalla Lomellina arriva però anche un segnale positivo: la nascita di Lomellina Terra di Riso, associazione e marchio ombrello promosso inizialmente da sette aziende. Il progetto punta a rafforzare la riconoscibilità del riso lomellino attraverso una filiera tracciabile, un’origine territoriale chiara e un modello basato su collaborazione, biodiversità, sostenibilità e agricoltura rigenerativa.

Settimane decisive anche per il comparto vitivinicolo. Dopo un avvio che faceva prevedere una vendemmia anticipata, la siccità sta rallentando la maturazione delle uve, riportando la raccolta verso tempi più consueti. Il quadro resta ancora aperto: fino a poche settimane fa l’annata si presentava promettente, ma la scarsità d’acqua e il rischio di eventi estremi potrebbero incidere sull’ultima parte della stagione.

Accanto alle difficoltà emergono però progetti capaci di rilanciare l’Oltrepò. Il consolidamento del Classese sta rafforzando il percorso di valorizzazione del Metodo Classico da Pinot Nero, mentre Montenapoleone punta a riposizionare i vini fermi del territorio, a partire dai rossi autoctoni come Croatina e Barbera.

«Dobbiamo affrontare le emergenze senza smettere di costruire il futuro», conclude Sempio. «Lomellina Terra di Riso, Classese e Montenapoleone dimostrano che fare rete e lavorare su identità e qualità è la strada per creare valore e dare nuove prospettive alle imprese agricole».

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