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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 4 SETTEMBRE 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

04/09/2026

Giornate di calma dal punto di vista irriguo in queste ultime settimane di irrigazione.

Ma la calma è solo apparente, le criticità sistemiche sono ormai evidenti e note a tutti coloro che analizzano su base scientifica e ingegneristica la situazione.

In particolare:

  • Si è assistito ad una fusione glaciale senza precedenti, che ha intaccato in modo strutturale i ghiacciai secolari compromettendo decenni di accumulo nevoso;
  • La dinamica delle temperature segnala un innalzamento senza precedenti nella memoria storica: massime costantemente sopra i 35° e minime raramente sotto i 25° con impatti sulla fusione dei ghiacciai e sullo sviluppo agronomico delle coltivazioni;
  • La disponibilità di acqua nel sistema fluviale e lacuale è cambiata con un anticipo dei picchi primaverili che è sempre più incompatibile con i picchi di idroesigenza agricola, inoltre si creano sempre più conflitti sull’utilizzo della risorsa tra usi energetici, turistici, ambientali e agricoli. Le nuove proposte di centrali idroelettriche sugli imbocchi dei canali non possono che peggiorare la conflittualità in quanto l’uso jemale dell’acqua diventa fondamentale per salvaguardare falde quanto mai in emergenza;
  • Se lo stato vegetativo delle coltivazioni, cosa ben diversa dalla situazione produttiva, appare in buono stato è da attribuirsi alla tecnica della turnazione, ma una componente altrettanto fondamentale è rappresentata dall’utilizzo dei pozzi irrigui che tra Lomellina e Pavese ha consentito di disporre di 15/20 m3/s che hanno integrato le scarse portate superficiali. Turnazioni e sollevamenti hanno però impattato in modo potente sulla falda freatica che necessità di interventi urgenti e non differibili di ricarica invernale pena la possibile compromissione, già nella prossima stagione irrigua, della sua funzionalità. I raccolti hanno sicuramente sofferto della mancanza di disponibilità irrigua. Molti produttori lomellini e pavesi segnalano pesanti perdite di raccolto, con percentuali oscillanti tra il 30 e il 50 % di media aziendale;
  • Le alte temperature hanno innescato un surplus di energia accumulata tra suoli e, soprattutto, mare che ha innescato fenomeni estremi e che rischia di favorire eventi alluvionali dalla magnitudo estremamente più intensa di quanto fino ad oggi noto con portate di piena del Po nel tratto Lomellino post confluenza Tanaro che potrebbero superare i 12000 / 13000 m3/s, numeri ben superiori ai colmi di piena del 1994 e del 2000.

In questo scenario sono evidenti le criticità ed è urgente una nuova pianificazione multi parametrica.

Se dovessimo fare un grafico delle riserve nevose dovremmo misurare l’arretramento dei ghiacciai indicando quindi un valore negativo.

L’andamento delle riserve nei laghi e nei serbatoi ha evidenziato una assoluta criticità: l’unica acqua disponibile è risultata quella generata dallo scioglimento primaverile, sono mancate le piogge di maggio e la componente da fusione appare sempre più esigua.

Il grado di riempimento dei serbatoi idroelettrici appare quanto mai esiguo e qui occorre avviare una riflessione sistemica sull’ottimizzazione dell’uso delle capacità stoccate: occorre abbinare produzione elettrica con uso irriguo così da ottimizzare l’uso delle risorse sempre più scarse. Non ci si può più permettere di utilizzare la risorsa acqua per un singolo uso, soprattutto in tempi in cui la produzione agroalimentare e la tutela della produzione di beni alimentari assume un valore strategico pari, e probabilmente, superiore alla semplice produzione idroelettrica.

L’andamento della falda freatica è quanto mai preoccupante: di gran lunga il peggiore degli ultimi 6 anni, sensibilmente inferiori, per volumi stoccati, anche rispetto al 2022.

Sulla scorta della modellazione di massima realizzata da Confagricoltura Pavia, attualmente nella falda freatica dell’areale risicolo mancano circa 280 milioni di m3 di acqua: il 35 % in meno. Un numero che deve allarmare. E’ ragionevole ipotizzare che circa metà di questa mancanza sia da attribuire a prelievi da pozzi e la restante parte alla mancata ricarica determinata dalla scarsità di risorsa e dalla turnazione che, togliendo acqua per 10 giorni, determinava cali diffusi della falda in momenti in cui si è sempre avuto solo aumento. Il grafico nella sezione falda evidenzia tale andamento.

Se è condivisibile l’affermazione che non si può distribuire ciò che non si ha, altrettanto necessario è prendere atto dell’emergenza e provare a porre in atto strumenti correttivi urgenti e praticabili.

Possibili ambiti di intervento:

  • Una prima azione semplice da attuare è la chiusura degli scarichi delle camere a raccolto avvenuto così da favorire la percolazione rispetto al ruscellamento dei volumi invernali generati da piogge. Per compensare il deficit di falda, che a fine stagione potrebbe essere di circa 220 milioni di m3, occorre, nell’ambito dell’areale risicolo immaginare una sommersione invernale che metta in circolo nell’areale risicolo almeno 50 m3/s per almeno 70 / 80 giorni. Questa attività permetterebbe di evitare di iniziare la stagione irrigua 2027 con un deficit strutturale, questa è l’applicazione del water farming. Diventa quindi urgente immaginare strumenti di incentivazione sovra regionali che possono essere elementi di limitazione dei danni futuri.
  • Rileggere in modo attento i vigenti disciplinari di riparto e rendere lineari le assegnazioni di portata alla superficie nota fin dagli anni 80 del secolo scorso.
  • Prestare attenzione agli strumenti pianificatori regionali indicando le corrette superfici irrigate, nei mesi scorsi nei documenti in fase di discussione nell’ambito del piano regionale di bonifica (PDA33) della regione Lombardia si indicava come irrigata direttamente da Est Sesia una superficie di poco inferiore ai 29.000 Ha, un dato evidentemente sottostimato che sicuramente sarà stato oggetto di integrazione.
  • Costruire piani di gestione alluvionale con portate in grado di cagionare importanti danni alle derivazioni fluviali e aggirarle innescando eventi diffusi come già accaduto nel 2020 sull’asta del Sesia.

E’ il tempo delle scelte e dell’azione, la prossima stagione irrigua estiva sarà condizionata sia da una situazione meteo climatica sempre più complicata, che dalle scelte che verranno prese ora.

Analizzando in dettaglio.

Andamento neve:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia la totale compromissione del manto nevoso in tutte le stazioni. Le alte temperature hanno determinato un eccezionale arretramento dei fronti glaciali con la fusione di accumuli secolari. Un pessimo segnale, come già evidenziato nella precedente analisi.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei 25 cm anche se la fase di crescita dopo i violenti fenomeni meteo della settimana scorsa si è interrotta.

Dal sito www.laghi.net

Dal sito https://www.energiedashboard.admin.ch/strom/fuellstaende-speicherseen

Andamento Falda:

La buona disponibilità di acqua degli ultimi giorni e l’interruzione delle turnazioni ha permesso un buon recupero, pur se tardivo della falda freatica. Negli ultimi giorni il fattore positivo è nell’intorno dei 5 cm/die, un dato incoraggiante ma condizionato dal fatto che a breve si dovrà interrompere il servizio irriguo ed è probabile che il ciclo di ricarica si concluda con un nuovo minimo storico inferiore di circa un metro rispetto al precedente minimo del 2023.

Un simile minimo significa un deficit statico, anche se la falda si muove in modo dinamico, di almeno 220 milioni di m3 che, come già dettagliato, impongono una urgente e strutturata riflessione su una diffusa e incentivata ricarica invernale straordinaria.

La lettura del grafico evidenzia, nel 2026, l’impatto della scarsità d’acqua e del combinato disposto generato da turnazioni e sollevamenti.

Piovosità:

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. 

Si riporta l’andamento indicativo delle temperature medie di giugno, luglio ed agosto dal 2021 ad oggi a Sartirana.

La lettura della tabella evidenzia una temperatura media del trimestre estivo superiore di quasi 2° rispetto alla media del quinquennio precedente: un dato non previsto in alcun modello in un arco temporale così breve!

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

Questa sedicesima analisi, da inizio anno, della scala di allarme vede la conferma di un dato di assoluta emergenza evidenziando il massimo grado di criticità: questo dato va considerato soprattutto come allarme in prospettiva, e impone l’adozione di scelte urgenti che permettano di mitigare uno scenario che ha superato le previsioni più pessimistiche.

Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 15, il massimo.

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