È ufficiale: slitta al 1° gennaio 2027 l’obbligo per gli utilizzatori professionali di registrare digitalmente i trattamenti colturali nel Quaderno di Campagna. Una proroga fortemente richiesta da Confagricoltura, che da mesi ha avviato un’intensa azione sindacale a livello nazionale ed europeo per tutelare le imprese agricole di fronte a un ulteriore onere burocratico, difficile da sostenere.
La proposta di modifica al Regolamento 2023/564 della Commissione UE recepisce finalmente la complessità reale del lavoro agricolo, e mette al centro una delle principali criticità emerse: la mancanza di copertura internet in molte zone rurali, che rende impossibile rispettare nei tempi previsti l’obbligo di digitalizzazione dei registri.
Confagricoltura ha evidenziato con forza come l’aumento esponenziale degli adempimenti a carico delle aziende agricole rischi di trasformarsi in un freno allo sviluppo e all’innovazione, invece che in uno stimolo.
La proroga è una buona notizia: permette alle imprese di respirare, di organizzarsi e di affrontare le nuove sfide con maggiore consapevolezza e preparazione. Ma soprattutto è la dimostrazione che la nostra voce – quando è unita e determinata – può incidere davvero sulle decisioni che contano.
Prossima lettura
LA CHIUSURA DELLA MIETITURA DEL RISO 2025: PAVIA SI RISCOPRE ATTRAVERSO LA SUA IDENTITÀ RISICOLA
navigate_next