L’INPS in ottemperanza con quanto previsto dall’art. 1 (Anticipo conguaglio di perequazione nell’anno 2023) - provvede ad effettuare con la mensilità di dicembre 2023 (anziché con la rata di gennaio 2024) la rivalutazione delle pensioni per l’anno 2024.
La variazione percentuale definitiva calcolata dall'Istat per l’anno 2022, utilizzata ai fini della perequazione automatica delle pensioni per l’anno 2023, è stata pari al +8,1%.
Considerato che l’indice provvisorio applicato a gennaio 2023 è stato 7,3% la rivalutazione OPERATA è pari a 0,8% e per le pensioni fino a 4 volte il T.M. (567,94 €), mentre per quelle di importo superiore a 4 volte il T.M. la rivalutazione sarà ridotta nelle percentuali come da tabella che segue.

L’anticipo del conguaglio è stato attribuito a 21 milioni di prestazioni.
Il messaggio contempla altresì:
La rivalutazione delle prestazioni assistenziali

Importo aggiuntivo di 154,94 € (c.d. integrazione al milione)
In merito al pagamento dell’importo aggiuntivo di 154,94 euro (art.70 L. 388/2000 integrazione al milione di lire, Governo Berlusconi), il messaggio chiarisce che:
- per le pensioni gestite nei sistemi integrati il pagamento viene effettuato in via provvisoria a livello centrale, in attesa della verifica reddituale a consuntivo.
- per le pensioni gestite nei sistemi proprietari della Gestione pubblica ed ex INPGI il pagamento viene effettuato a cura delle Strutture territoriali competenti, previa verifica della sussistenza di tutti i requisiti richiesti.
L’importo aggiuntivo è stato attribuito a oltre 346.000 beneficiari.
Corresponsione seconda rata di 14. Ma
Con la mensilità di dicembre 2023 l’Inps rende noto che:
- Sarà corrisposto la rata di 14.ma a coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto per l’accesso al beneficio (64 anni di età) dal 1° agosto 2023 al 31 dicembre 2023, e per i soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2023, la corresponsione viene effettuata sulla mensilità di dicembre 2023, a condizione che sussistano le ulteriori condizioni normativamente previste.
- Sono state, inoltre, rielaborate le posizioni già scartate con la lavorazione centralizzata per la rata di luglio 2023 a causa dell’assenza di un reddito dichiarato relativo almeno all’anno 2019.
- Sono state, inoltre, verificate le posizioni dei soggetti per i quali, nel corso del secondo semestre 2023, sono venute meno le condizioni per il diritto al beneficio. In tale caso, è stato avviato il recupero della somma indebitamente corrisposta per l’anno 2023.
La somma aggiuntiva è stata riconosciuta a dicembre 2023 a oltre 150 mila pensionati.
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