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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 21 DICEMBRE 2023

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

22/12/2023

Per fortuna il calendario ci ricorda che il 21 dicembre inizia l’inverno perché le condizioni al contorno sono quelle di un medio autunno.

Solo qualche escursione al di sotto dello zero delle temperature mattutine ci riporta a scenari semi invernali.

L’accumulo nevoso comparso nelle scorse settimane è in gran parte compromesso alle quote medio basse e le previsioni di vento caldo di caduta (foehn) di questi giorni, peggioreranno lo scenario atteso che si attesta sui minimi degli ultimi anni con l’accumulo medio che risulta il secondo più basso degli ultimi 16 anni nelle stazioni considerate.

La ormai cronica mancanza di neve rende non più rinviabile il tema del rallentare l’afflusso dell’acqua al mare in ogni modo. In attesa degli auspicati nuovi invasi si evidenzia, pur se già ribadito infinite volte, la centralità della falda freatica nel contrasto alla sempre più drastica mancanza di neve.

Le non marginali portate fluviali di queste settimane fanno da contraltare a canali spesso disattivati. Questa è una condizione che, pur se agevole per tutti, stride con l’evoluzione meteoclimatica che ormai ha modificato lo scenario idrologico con inevitabili impatti agronomici e la necessità di una complessa riorganizzazione gestionale dei sistemi irrigui e delle pratiche agronomiche.

E’ ancora presto per lanciare allarmi assoluti in quanto l’inverno è appena iniziato, purtroppo si è già perso un mese che poteva essere essenziale per l’accumulo nevoso.

Nel frattempo la falda prosegue nella sua fase di calo fisiologico in linea con gli altri anni evidenziando una linearità che ne testimonia le potenzialità.

Il lago Maggiore, nel frattempo, è mantenuto costantemente circa 12 cm sotto il massimo invasabile con notevoli deflussi nel Ticino. La misura di 138 cm è comunque molto superiore a quella degli ultimi 2 anni a parità di data.

In dettaglio.

Riserve Nevose:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche conferma un trend di calo dell’accumulo a parità di data. 

Lago Maggiore:

Il Lago nelle ultime due settimane ha avuto un andamento costante nell’intorno dei 135 cm, mantenendo la generosità dei deflussi in essere da oltre un mese.

Riportiamo i consueti grafici acquisiti dal sito laghi.net. 

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni al 21 dicembre.

Andamento Falda:

La falda freatica, nella stazione di misura considerata, prosegue nella sua fase di discesa in linea con gli anni precedenti.

Con riferimento poi alla stazione di misura di Sartirana Lomellina si riporta anche l’andamento pluviometrico degli ultimi sei mesi del 2021, 22 e 23 che evidenzia piovosità semestrali in linea nel triennio. 

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

Si riprende la predisposizione di una scala di allarme della riserva irrigua nell’ambito del comparto risicolo. Quanto accadrà nei prossimi 3 mesi sarà fondamentale per affinare le indicazioni. Allo stato si ha un accumulo nevoso non consistente e inferiore alla media degli ultimi 16 anni e questo porta ad un livello 4 su 5 della scala di allarme. Il Lago Maggiore ha un buon accumulo, fondamentale è la conservazione del volume accumulato: confidando che avvenga l’indicatore è a 2 su 5. Con riferimento alla falda e al fatto che la sommersione invernale è, purtroppo, in linea con gli scorsi anni, l’indicatore che si ritiene più plausibile, in assenza di nevicate consistenti in pianura, è 4 su 5.

Questo porta ad un indicatore complessivo della scala di allarme irrigua pari a 10 su un massimo di 15 confermando l’indicazione di due settimane fa. Si rammenta che eventuali copiosi eventi nevosi, auspicati ma ad oggi non previsti, ridurranno in modo sensibile l’indicatore. 

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